Nell'area a nord-ovest della barriera daziaria di Torino, negli ultimi decenni dell'Ottocento in modo spontaneo la popolazione rurale, attratta da nuove possibilità di occupazione di tipo industriale, inizia a costruire abitazioni in aree non coinvolte dalla pianificazione urbanistica e prive dei servizi essenziali. Sebbene numerose fossero le chiese in costruzione nelle nuove borgate popolari torinesi, mancava ancora un polo religioso nel nuovo Borgo Vittoria, aggregato di modeste case il cui nome evocava la vittoria sabauda contro i francesi nell'assedio del 1706.
Grazie all'iniziativa di alcuni borghigiani, nel 1887 lo speculatore fondiario attivo nella zona concede un lotto di terreno per costruire una cappella, iniziativa poi sostenuta da un apposito Comitato Promotore, composto principalmente da appartenenti all' "Unione del Coraggio Cattolico" e alla Congregazione di S. Giuseppe, fondata da don Leonardo Murialdo nel 1873. Il nuovo centro religioso della borgata viene dedicato a Nostra Signora della Salute, ossia alla Vergine Salvezza della Patria e Salute degli infermi, unendo così idealmente la protezione invocata in occasione dell'assedio del 1706 con la richiesta di intercessione a difesa del colera, che ancora in pieno Ottocento costituiva una minaccia per la città.
La prima cappella provvisoria - corrispondente all'edificio attualmente all'ingresso del cortile - è aperta al culto nel 1890: in tale occasione il pittore Enrico Reffo (principale esponente della cultura figurativa torinese di ispirazione cristiana a cavaliere del 1900, oltre che amico del Murialdo e fratello di don Eugenio Reffo, cofondatore della congregazione) dona il quadro di Nostra Signora della Salute, ora sull'altare maggiore del Santuario. Presso la cappella prende sede il primo Rettore della chiesa, il canonico Carlo Giaume, che sostenne economicamente - esponendosi in prima persona - l'avviamento del cantiere.
Il progetto originario è ambizioso, con la non celata intenzione di attrarre cospicui finanziamenti per l'Opera: la progettazione è affidata al prof. Angelo Reycend, docente universitario e uomo politico di primo piano nella vita cittadina, nonché prestigioso membro del comitato promotore. L'idea è chiara: edificare un'imponente chiesa che potesse diventare vero e proprio punto di riferimento - visivo e culturale - nel modesto paesaggio della periferia industriale torinese. A sottolineare tale ruolo di "polo" per la crescita della città viene adottata una soluzione a pianta "centrale", ossia imperniata attorno ad un centro ordinatore reso visibile - anche a grande distanza - dalla mole della cupola. La chiesa sorge attorniata da edifici per le opere pastorali e preceduta da un ampio quadriportico; a fianco della parrocchiale - ma in diretta comunicazione con la stessa - si trova poi il Santuario mariano vero e proprio.
Il grandioso progetto solo in parte viene realizzato, con tempi lunghi e ricorrenti difficoltà economiche. Avviato il cantiere nel 1893, nel 1900 la struttura fondamentale dell'edificio è realizzata, e nel 1903 si può inaugurare il Santuario, che fungerà da chiesa per alcuni decenni, in attesa del completamento del complesso.
In un momento di grave difficoltà economica, nel 1927 il canonico Giaume cede l'Opera - istituita parrocchia nel 1916 - alla Congregazione dei Giuseppini di don Leonardo Murialdo. Grazie ai Giuseppini si riavvia il cantiere della chiesa e riceve nuovo impulso l'attività dell'Oratorio per i ragazzi del borgo (oratorio "San Martino", ricostruito nel 1998), secondo il carisma della congregazione, attenta - allora come oggi - alla formazione umana e professionale dei giovani lavoratori.
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Fedele all'originaria impostazione stilistica tra gusto neo-medievale e neo-rinascimentale (riferita dunque alle età considerate nell'Ottocento modelli di cultura e società cristiana) il cantiere continua negli anni Trenta (altare del Santuario della Vergine) e Cinquanta (altare maggiore, vetrate dell'abside raffiguranti i misteri del rosario, cripta dei Caduti del 1706).
Gli ultimi interventi nella chiesa sono volti a sottolineare la figura di Leonardo Murialdo (Torino, 1828-1900), proclamato santo nel 1970, le cui spoglie vengono traslate a Nostra Signora della Salute l'anno successivo e sistemate definitivamente nel 199? nella cappella alla testata del braccio sud della chiesa, affiancate da due tele che illustrano la gloria del Santo e le sue opere pastorali, volte alla formazione dei giovani lavoratori, nella Torino ottocentesca e attualmente in diversi paesi esteri e terre di missione (tra i tanti, Albania, Ecuador, Messico, Guinea Bissau).
Andrea Longhi
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