Data l'intima e turbolenta relazione con la attigua chiesa del Corpus Domini e data l'incertezza delle fonti storiche a riguardo, la chiesa dello Spirito Santo e i fabbricati circostanti costituiscono uno dei problemi più "intricati e intriganti" (U. Bertagna) dell'architettura torinese.
Sull'area occupata oggi dalle chiese del Corpus Domini e dello Spirito Santo esisteva un tempo un'antica chiesetta a pianta rettangolare e ad abside trilobata dedicata a S. Silvestro. Addossata a questa si trovava un'esile edicola dedicata al Santissimo Sacramento su disegno di Sanmicheli del 1528 ed ornata di pitture rievocanti le fasi della levitazione dell'Ostia la quale segnalava il luogo esatto del famoso "Miracolo Eucaristico" (ricordato ancora oggi da una lapide all'interno della Chiesa del Corpus Domini).
Si narra infatti che nel 1453 un'ostia sacra, trafugata da Exilles, si librò a lungo nell'aria davanti agli sguardi della folla per ridiscendere a terra solamente dopo le preghiere del vescovo e della gente.
La Confraternita dello Spirito Santo (che da 1575, data della sua costituzione, aveva collocato la propria sede nella chiesa di S. Silvestro) giocò un ruolo fondamentale nella storia di questo pezzo di città. Essa si adoperò per la costruzione di un primo oratorio, piccolo vano annesso alla chiesa esistente. Intorno al 1596 la Confraternita lamentava gli inconvenienti dovuti alle ridotte dimensioni del "tempietto" sanmicheliano, che venne definitivamente smantellato nel 1609.
Fu durante il perdurare della terribile peste del 1598 che venne decisa l'erezione della nuova Chiesa del Corpus Domini e nel 1603, all'epoca del duca Carlo Emanuele I, venne affidato ad Ascanio Vitozzi l'incarico della sua progettazione. Contemporaneamente si procedette all'esproprio di alcuni edifici circostanti in vista della creazione di una piazzetta, essenziale in quella zona assai frequentata e ricca di attività commerciali e di bancarelle nei giorni di mercato. Anche la Confraternita era disposta a partecipare ai finanziamenti per la chiesa a patto di potersi lì trasferire.
La nuova chiesa del Corpus Domini, posta sul luogo dell'edicola cinquecentesca e dotata di un impianto longitudinale con tre absidi trilobate a ricordo delle forme della chiesa di S. Silvestro secondo il progetto inattuato di Vitozzi, avrebbe dovuto essere con quest'ultima comunicante già a partire dal 1609. Tra il 1609 ed il 1613 lo stesso Vitozzi progettò un nuovo oratorio, tangente al presbiterio della chiesa. Questa posizione derivava dalla volontà di permettere ai confratelli riuniti nell'Oratorio di assistere alle cerimonie sacre. Risulta che l'edificio non fosse da tutti apprezzato; da una parte il Comune era contrario ai mutamenti apportati all'altare maggiore di San Silvestro a causa dell'impianto dell'oratorio e dall'altra parte la stessa Corte minacciò di estromettere la Confraternita a seguito di un ruzzolone di una fanciulla avvenuto presso il contestato altare nel 1628.
A seguito di un incendio avvenuto nel 1653 e dei continui conflitti tra la Confraternita dello Spirito Santo e la Compagnia del Santissimo Sacramento appoggiata dalla Città, si eresse un muro che divise nuovamente la chiesa del Corpus Domini da quella di S. Silvestro. Nel 1662 si optò per l'erezione di un secondo muro, tra l'oratorio dello Spirito Santo e la chiesa una volta dedicata a San Silvestro, e la Confraternita decise di affidare all'architetto Bernardino Quadri il riassetto dell'oratorio posto nel sito della futura Chiesa dello Spirito Santo.
Ormai la chiesa di S. Silvestro era stata in parte inglobata dalla chiesa del Corpus Domini ed in parte dall'oratorio della Confraternita.
Nel 1663 si manifestò la necessità di costruire una sacrestia come cerniera tra la chiesa e l'oratorio.
Ma non si trattava ancora del passo finale: l'attuale chiesa dello Spirito Santo è attribuibile all'architetto Giovanni Battista Feroggio (1723-1797) il quale, a seguito di una perizia commissionatagli dalla Confraternita riguardo allo stato di conservazione del precedente oratorio di impianto vitozziano, consigliò ai confratelli la riedificazione dell'edificio sull'orlo del collasso strutturale, meritandosi l'incarico dell'opera. Era il 1762.
L'anno successivo un privato donava i suoi averi alla Confraternita a patto che provvedessero alla ricostruzione della chiesa entro due anni.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Tra il 1764 ed il 1767 vennero intrapresi i lavori e nel 1787 la chiesa dello Spirito Santo, "rinata" grazie alla perseveranza dell'alacre Confraternita, venne dotata di un nuovo altare, ancora di Feroggio.
Nel corso del XIX secolo vennero sostanzialmente attuati lavori di restauro, di decorazione e di consolidamento della facciata e del campanile, danneggiati nel '43 a seguito di bombardamenti.
Internamente la chiesa presenta un'unica navata a pianta rettangolare con due cappelle curvilinee sui lati maggiori ed un abside semicircolare. Le pareti sono scandite da colonne corinzie scanalate, intervallate da lesene sovrastate da una trabeazione con attico continuo su cui sono impostate volte ed archi. La cupola, suddivisa in otto spicchi con otto aperture ovali, è ellittica ed è impostata su quattro archi e culmina in un cupolino. La zona prospiciente l'ingresso è coperta da volta a botte ed il coro è sovrastato da un semicatino. Il fianco sinistro della chiesa è addossato al presbiterio della contigua chiesa del Corpus Domini, tanto da dare luogo ad un unico organismo. Il profondo presbiterio ed il coro sono le uniche testimonianze del preesistente edificio.
Nella cappella destra è visibile un bel crocifisso ed un gruppo ligneo di Stefano Maria Clemente, scultore torinese. Altri elementi lignei notevoli sono gli stalli di Pietro Botto presenti nell'abside e la cattedra priorale di Mattia Mandono dell'inizio del XVII secolo. Sull'altare della cappella sinistra è posta la pala di Mattia Franceschini raffigurante il Battesimo di Costantino. È presente una controfacciata con una bella cantoria scolpita e dorata. Da non dimenticare la sacrestia, dotata di notevoli arredi e tele sei e settecentesche.
Chiara Zocchi
[ Introduzione - Indice ]