La chiesa di Santa Maria di Piazza è una delle fondazioni ecclesiastiche torinesi più antiche, posta probabilmente in prossimità di una platea (piazza) della città imperiale e altomedievale.
Dal 1552 la chiesa viene affidata ai padri Carmelitani, presenti a Torino dal 1526; nel corso del Seicento viene ampliata e decorata, diventando sede di tre Università di Arti: minusieri, osti e calzolai. Avviata nel nuovo ampliamento della città la costruzione di una nuova sede per il convento e per la chiesa dell'ordine (su progetti di Gian Giacomo Plantery e Filippo Juvarra), i Carmelitani nel 1729 lasciano la chiesa, i cui arredi vengono asportati. Diventata parrocchia diocesana dal 1731, alla metà del secolo ne viene decisa la demolizione e ricostruzione.
Progettista del nuovo edificio è Bernardo Antonio Vittone (1702-1770), divenuto protagonista dell'ultimo periodo barocco grazie ad un'intensa attività soprattutto nelle province piemontesi (nella capitale Torino numerosi sono gli interventi per altari, arredi liturgici e trasformazioni parziali, ma le sole chiese realizzate ex-novo sono Santa Maria di Piazza e Santa Chiara). L'intervento si pone nella piena maturità dell'architetto, celebre per la sua capacità di creare spazi suggestivi operando soprattutto con la luce; nel 1751 viene realizzata la nuova area presbiteriale, separata e autonoma dalla navata: del tutto particolare la soluzione adottata per la cupola, in cui i singoli elementi strutturali vengono traforati e piegati alle esigenze di illuminazione naturale dell'altare maggiore; nel 1752 viene avviata la ricostruzione della navata, impostata su una pianta ellittica longitudinale, coperta da una calotta traforata all'imposta da lunette (sulla volta, affresco dell'Assunta, cui è dedicata la chiesa).
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Consacrata nel 1768, la chiesa è completata con importanti realizzazioni pittoriche, quali L'Assunzione della Vergine di Pietro Francesco Guala (attualmente in una cappella adiacente al presbiterio) e la Sacra Famiglia di Mattia Franceschini (primo altare a sinistra, o cappella dei Minusieri). Nel 1830 viene realizzata la facciata in forme neoclassiche di Barnaba Panizza, mentre a partire dagli anni '90 dell'Ottocento vengono radicalmente modificate l'area del presbiterio e alcuni altari laterali.
Dal 1910 la chiesa è affidata ai Sacramentini, congregazione religiosa caratterizzata da una speciale devozione per l'Eucarestia; per tale ragione diventa Santuario dell'Adorazione: viene realizzato un nuovo altare del SS. Sacramento e si aggiorna l'apparato decorativo con temi iconografici che rimandano al mistero eucaristico (terza cappella a destra, Nostra Signora del SS. Sacramento e il beato Pietro Giuliano Eynard, fondatore della congregazione; terza cappella a sinistra, altare del Santo curato d'Ars); viene inoltre ricordata la memoria del giovane beato torinese Pier Giorgio Frassati, aderente alla Compagnia del SS. Sacramento e sovente raccolto in adorazione notturna nella chiesa dei Sacramentini. Si noti ancora alla seconda cappella a sinistra la Madonna delle grazie, venerata icona orientale portata a Torino nel 1550.
Andrea Longhi
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