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Guida alle Chiese storiche di Torino

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San Giovanni Battista - Cattedrale Metropolitana

San Giovanni Battista - Duomo di Torino

Il duomo di Torino venne fondato in età paleocristiana presso l’angolo nord-est delle mura romane, a fianco del teatro romano. Nel Medioevo il complesso episcopale era costituito da tre chiese affiancate: sulla base dei nuovi dati archeologici, acquisiti con le indagini condotte a partire dal 1996 nel sottosuolo del duomo e delle aree circostanti, si ricostruisce la storia del gruppo episcopale che iniziò con la costruzione della chiesa del Salvatore affiancata a sud dal battistero di San Giovanni. La chiesa del Salvatore sorse immediatamente a sud del teatro romano, ormai dismesso, e il complesso episcopale progressivamente si estese a tutto il quadrante nord-est della città antica. La trasformazione in chiesa di San Giovanni e l’edificazione di Santa Maria, attuate tra la fine del V e la metà del VI secolo, completarono l’eccezionale complesso di tre basiliche gemelle, adiacenti e allineate, che non ha confronti nell’Occidente cristiano.

Resti della chiesa del Salvatore vennero rinvenuti già nel 1909 sul fianco sinistro del duomo, con un mosaico pavimentale, attribuito alla fine del XII secolo, che presenta l’immagine cosmica della Ruota della Fortuna che, dopo essere stato conservato al Museo Civico d’Arte Antica torinese, è oggi stato ricollocato.
Il gruppo di edifici medievali venne interamente demolito a partire dal 1491, per volontà del cardinale Domenico della Rovere, per costruire l’attuale duomo, aggiornato alle nuove tendenze dell’arte rinascimentale. In precedenza era stato costruito il campanile, portato a termine durante il vescovado di Giovanni di Compeys, nel 1469. La realizzazione del duomo nuovo si deve all’architetto e scultore Bartolomeo di Francesco, detto Meo del Caprina, originario di Settignano, formatosi in Toscana e a Roma sui grandi modelli di Brunelleschi e Donatello. Venne così realizzata una chiesa di limpide forme geometriche, con impianto basilicale a croce latina, spartita in tre navate da pilastri, interamente coperta da volte.

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All’incrocio tra navata e transetto venne impostato un tiburio ottagonale a spicchi. Sulle pareti laterali si aprono in spessore di muro delle cappelle, a pianta alternativamente rettangolare e semicircolare, che ospitano altari devozionali donati dalle famiglie nobili torinesi e dalle corporazioni. In facciata si aprono tre eleganti portali, decorati con motivi ispirati alle antichità romane, che evidenziano il gusto classicista del cardinale committente. Il materiale di rivestimento della chiesa deriva in gran parte dalle cave di pietra di Bussoleno, e conferisce al duomo quel tono cromatico chiaro che lo distingue nettamente dagli altri edifici torinesi.
Due secoli dopo la ricostruzione, al fondo della chiesa venne inserita la grandiosa Cappella della Sacra Sindone, iniziata nel 1668 su progetto di Guarino Guarini, e portata a termine nel 1694, dopo la morte dell’architetto. La nuova struttura venne creata per offrire una sede degna alla reliquia della Sindone, fatta trasferire a Torino da Chambéry per volere del duca Emanuele Filiberto nel 1578. Si tratta di una struttura a pianta centrale concepita per volumi sviluppati in altezza, con tre poderose arcate alla base che sorreggono un tamburo circolare, a sua volta sormontato da una volta conica traforata, formata da archi sovrapposti, conclusa da un cupolino a pinnacolo. Alla base vennero collocati nell’Ottocento, per volere di Carlo Alberto, i monumenti funebri di quattro antenati della dinastia sabauda. Al centro della cappella troneggia la preziosa “macchina d’altare” barocca disegnata da Antonio Bertola nel 1694, destinata a contenere in un’urna d’argento la reliquia della Sacra Sindone.

Carlo Tosco

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