Testata
San Francesco da Paola
San Francesco da Paola Ai Minimi di san Francesco da Paola viene assegnato dal duca Vittorio Amedeo I nel 1632 un lotto di terreno posto fuori dalle mura, tra il castello medievale sabaudo e il fiume Po.
L'edificio, posto sotto la protezione ducale e attribuito alla progettazione del padre carmelitano Andrea Costaguta, viene completato nel 1667 ed entra a far parte, nei decenni successivi, del tracciato monumentale di via Po, asse rettore del secondo ampliamento della capitale sabauda.
L'allestimento delle opere liturgiche e devozionali interne vede all'opera i migliori artisti legati alla corte nel secondo Seicento: la famiglia dei Carlone per la scultura (Madonna del Buon Soccorso di Tomaso Carlone), Amedeo di Castellamonte (ideatore della stessa via Po) e Carlo Emanuele Lanfranchi per l'architettura degli altari, Charles-Claude Dauphin (pala dell'altare maggiore e tele laterali su san Francesco da Paola) e Daniel Seiter.

   
Giovanni Comandù, Congedo di Gesù dalla casa di Maria, inizio XIX sec.; olio su tela
San Francesco da Paola: Giovanni Comandù, Congedo di Gesù dalla casa di Maria Sulle pareti laterali della cappella del Crocifisso sono collocate due tele di Giovanni Comandù. La loro sistemazione risale agli inizi dell'Ottocento quando la cappella fu assegnata alla Confraternita del Sacro Cuore; in quell'occasione si sostituì il paliotto dell'altare con l'attuale, decorato con i simboli propri della Confraternita; l'opera di avvicendamento coinvolse anche le opere di Bartolomeo Guidobono, che furono mutate con una serie di tele del Comandù, che vanno ora ad affiancarsi alla pala dell'altare con una crocifissione, di autore ignoto.
È un'atmosfera pacata quella in cui si svolge il Congedo: la Madre, memore delle parole del vecchio Simeone, si rende conto del destino di questo suo figlio che si allontana da casa per percorrere una strada che è tutta e solo sua. La tragica conclusione non è neppure adombrata e non c'è segno che Maria intenda trattenere il figlio.
   
Giovanni Comandù, Gesù nell'orto degli ulivi, inizio XIX sec.; olio su tela
San Francesco da Paola: Giovanni Comandù, Gesù nell'orto degli ulivi Sulla parete opposta a quella dove è collocato il Congedo, si trova l'ovale con l'Orazione di Gesù nell'orto. Anche per questa tela la collocazione risale a quando la cappella fu assegnata alla Confraternita del Sacro Cuore.
La tragicità è lontana dal gusto del Comandù; si direbbe che il pittore abbia orientato la sua scelta verso un fare pacato dei personaggi, privo di qualsiasi esasperazione degli atteggiamenti e dei sentimenti. La tela rientra tra quei dipinti che si possono qualificare come devoti e che ebbero una larga diffusione per tutto l'Ottocento.
   
Autore ignoto, Gesù crocifisso con la Vergine e San Giovanni, XVIII sec.; olio su tela
San Francesco da Paola: Gesù crocifisso con la Vergine e San Giovanni Il seicentesco altare esibisce una tela settecentesca di autore ignoto che rappresenta una crocifissione, allestita secondo i canoni della più rigida iconografia cattolica: la croce è affiancata dalla Madre di Gesù, dal discepolo Giovanni e, aggrappata ai piedi del Crocifisso, da una sconvolta Maddalena.
Un tempo la cappella e l'altare erano decorati con tele di Bartolomeo Guidobono; successivamente fu affidata alla Confraternita del Sacro Cuore che ne aggiornò l'apparato devozionale sostituendo quello precedente con le tele di Giovanni Comandù. Anche la pala d'altare di quest'ultimo fu però in seguito sostituita dall'attuale di autore sconosciuto.
Elenco schede

© Associazione Guarino Guarini 2010