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Visitazione di Maria Vergine
Il monastero delle Visitandine viene fondato nel 1637 su iniziativa della corte sabauda, in uno degli isolati periferici del secondo ampliamento della capitale, con il diretto coinvolgimento di santa Giovanna di Chantal, fondatrice dell'Ordine ad Annecy.
La chiesa viene eretta alcuni decenni dopo, tra il 1657 e il 1660, in vista della beatificazione di Francesco di Sales, ispiratore della Chantal e padre spirituale delle Visitandine. L'altare maggiore viene completato nel 1689, mentre l'attuale pala della Visitazione vi è collocata probabilmente in occasione della canonizzazione della Chantal (1768). L'impianto architettonico dell'edificio, a pianta centrale, è attribuito a Francesco Lanfranchi, mentre gli affreschi sono di Luigi Vannier (presbiterio) e Michele Antonio Milocco (cupola).
Il programma iconografico interno ripercorre la vita di Francesco di Sales, cui è dedicata la cappella sinistra, con l'altare progettato da Filippo Juvarra (1730), su cui si colloca la pala di Giovanna di Chantal. Dopo la restaurazione, la chiesa è affidata ai preti della Missione, che dedicano la cappella di destra al loro fondatore, San Vincenzo de' Paoli, e fanno riplasmare il Coro delle monache con la Cappella della Passione.

   
Ignazio Nepote, Visitazione, 1760-1768; olio su tela
Visitazione di Maria Vergine: Ignazio Nepote, Visitazione Collocata sull'altare maggiore, la pala del Nepote sostituì un lavoro del medesimo soggetto del Vannier; si era in prossimità della canonizzazione della fondatrice Giovanna Francesca de Chantal (1768), e la piccola chiesa nell'occasione fu interamente rinnovata. Il dipinto svolge puntualmente tutte le indicazioni dell'iconografia tradizionale: le due donne, accompagnate da rispettivi mariti, si incontrano all'aperto e si abbracciano tra lo stupore di tutti. In alto gli angeli sono i soprannaturali testimoni di questo evento ricco di mistero; una nota di colore è data dal cagnolino che, curioso, si affaccia sulla soglia di casa.
La bella tela della Visitazione mette in evidenza le notevoli doti cromatiche del Nepote e la sua cultura romana acquisita durante l'alunnato presso Sebastiano Conca.
   
Autore ignoto, Cena in casa di Simone il fariseo, XVI sec.; olio su tela
Visitazione di Maria Vergine: Cena in casa di Simone il fariseo Il piccolo quadro, collocato a destra del presbiterio, coglie il momento in cui una donna, nota come peccatrice, si avvicina ai piedi di Gesù e li unge con olio profumato; sul lato opposto della tavola il fariseo Simone e i suoi colleghi criticano l'atteggiamento accondiscendente di Gesù.
Interessante è l'abbigliamento all'orientale degli ospiti, con i caratteristici copricapo. La tavola del convito è una splendida natura morta che contribuisce a creare una scena ricca di realismo. La naturalezza degli atteggiamenti e l'impasto cromatico di notevole effetto contribuiscono a fare di questa tela un piccolo capolavoro.
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