Testata
Santa Teresa
Santa Teresa La chiesa è la sede storica dei Carmelitani Scalzi, ordine riformato da santa Teresa d'Avila e da san Giovanni della Croce alla fine del Cinquecento nello spirito del Concilio di Trento.
Posto in prossimità della piazza reale della città-capitale sabauda (attuale piazza San Carlo), il convento è realizzato a partire dal 1642 per volere della reggente Maria Cristina di Francia, ivi sepolta. La chiesa è progettata da due padri carmelitani, Andrea Costaguta e Alessandro Valperga, ed è completata nel 1674 dalla scenografica facciata concava (attribuita a Carlo Filippo Aliberti). Numerose le opere devozionali e liturgiche realizzate tra la fine del Seicento e il primo Settecento, in particolare legate ai santi e alla spiritualità carmelitana.
Alle testate del transetto le due spettacolari cappelle progettate da Filippo Juvarra (1730-35 circa), dedicate a San Giuseppe (molto venerato dai Carmelitani già al tempo di S. Teresa) e alla Sacra Famiglia. Interessante soluzione dell'arredo che unisce pulpito e confessionale, luoghi cardine della vita liturgica post-tridentina.

   
Sebastiano Conca, Santa Famiglia, 1730-1732; olio su tela
Santa Teresa: altare juvarriano con Sacra Famiglia di Sebastiano Conca L'altare juvarriano incornicia questa tela di notevole impatto emotivo, dovuta al pennello del pittore di Gaeta Sebastiano Conca. Nel quarto decennio del Settecento, subito dopo l'esecuzione del grandioso affresco dell'Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena, il pittore lavorò anche per la corte sabauda e per i carmelitani realizzo questa sorprendente Santa Famiglia.
Una piramide, che occupa la metà inferiore del dipinto, raggruppa San Giuseppe, Maria e il piccolo Gesù; li circonda un gruppo di figure angeliche, una delle quali regge un giglio, evidente riferimento alla verginità della madre; una turba di angioletti tra le nubi li collega con una figura dell'Eterno Padre che, a braccia allargate e con in grembo la colomba simbolo dello Spirito Santo, pare compiacersi della bella famigliola.
I gesti sono carichi di affettuosità: il piccolo Gesù, sotto lo sguardo compiaciuto della Madre, si protende verso San Giuseppe e pare che lo voglia baciare teneramente. La composizione è piena di vivacità; le vesti ampie e con morbide falcature, danno potenza volumetrica ai personaggi. Si può davvero ritenere questo dipinto uno dei capolavori del Conca.
   
Anonimo, Disputa di Gesù con i dottori nel tempio, XVII sec.; olio su tela
Santa Teresa: Disputa con i dottori nel tempio È tutta frutto di fantasia barocca questa scena della tela sulla parete sinistra della cappella della Sacra Famiglia. Il dato evangelico è interpretato dalla fantasia esuberante del pittore: l'ambiente della Disputa ha una spazialità complessa, quasi teatrale, con archi, colonne corinzie, trabeazioni e cornicioni; lo spazio si pare su una fetta di cielo.
Il giovane Gesù è assiso su una cattedra, del tutto simile a quella usata all'epoca nelle università; attorno una turba di dotti lo ascolta, si consulta e gli rivolge dei quesiti. Sul fondo, con lo sguardo perso e spaesati in questa turba si intravvedono i genitori. I gesti sono eloquenti: "Ma che ci fa qui nostro figlio?", avranno poco dopo la risposta che li lascerà attoniti.
All'agitarsi della struttura, corrisponde, nella parte inferiore, un sommovimento di panni: tutti i personaggi sono vestiti con pesanti tuniche e mantelli multicolori. Che il pittore vi abbia commisto di suo un po' di folclore lo dimostra il cane che, tranquillo, aspetta che il padrone finisca la discussione e lo porti a casa.
   
Coronazione di spine e Il cireneo aiuta Gesù, XVII sec.; affresco
Santa Teresa: Coronazione di spine, affresco Le pareti della cappella del Crocifisso sono decorate con due affreschi che raccontano momenti della passione di Gesù, in sintonia con l'immagine sopra l'altare. Le scene sono circondate da una cornice a fasci di foglie di acanto.
Sulla parete destra è rappresentata la coronazione di spine: Gesù, rivestito di un manto scarlatto, è vessato da due sgherri che gli calcano sul capo, con un bastone, l'intreccio di aculei; un terzo aguzzino tiene legato Gesù, timoroso che tenti la fuga, e fa quasi il gesto di affibbiargli un pugno, ma si blocca all'incrociarsi dei loro sguardi. Un soldato osserva impassibile la scena. Desta curiosità un particolare della scena: lo sbirro di destra allunga un piedi che si impunta oltre la cornice.
Santa Teresa: Il Cireneo prende sulle sue spalle la croce, affesco La scena del cireneo che prende sulle sue spalle la croce presenta lo stesso trattamento decorativo della precedente. La soldataglia che segue il condannato è qui rappresentata da due sgherri: uno aiuta il cireneo a farsi carico della croce, l'altro continua a inveire brandendo iroso un randello. Gesù è caduto sotto il peso del patibolo e il suo sguardo, pieno di dolore e tristezza guarda verso il luogo del supplizio.
L'anonimo affreschista si dimostra particolarmente esperto nel raffigurare il costume dei militari; la sua tavolozza è ricca di colori squillanti e cangianti. È dunque un artista di vaglio e le sue pitture meriterebbero maggiore attenzione.
   
Stefano Maria Clemente [attr.], Crocifisso, XVIII sec.; legno policromo
Santa Teresa: S.M. Clemente, Crocifisso in legno policromo La croce è posta sopra l'altare e la figura del Cristo che vi è appesa è tragica nella sua semplicità. Anche se l'anatomia è perfetta, conserva un'intonazione arcaizzante, come se il Maestro avesse prestato attenzione ad un qualche analogo prodotto del '400.
Gesù volge lo sguardo al cielo chiedendo perdono per i suoi aguzzini; lo sguardo intenso oltre alla supplica trasmette un senso di profonda pietà per coloro che non sanno quello che fanno.
Anche se di attribuzione incerta la scultura è stata certamente prodotta da un maestro importante.
   
[Ignazio Nepote], Pietà, XVIII sec.; olio su tela
Santa Teresa: Ignazio Nepote, Pietà La forma della tela dimostra la sua provenienza da qualche altare dismesso e il suo stato di conservazione è precario; si trova attualmente nella seconda cappella a destra nella navata.
Gesù è appena stato deposto dalla croce e adagiato in grembo alla Madre. Gli è accanto Giovanni, che osserva allibito il corpo esanime dell'amico. La Maddalena è ginocchioni e bacia la mano del braccio penzolante del Maestro; un angioletto mostra al fedele la corona di spine.
La tela non è di facile leggibilità, sia per la collocazione sia per il cattivo stato della superficie pittorica con molte ed estese cadute. Si può tuttavia ammirare la felice collocazione delle figure in un crescendo che termina nel volto sconsolato di Maria.
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