Testata
San Domenico
San Domenico La chiesa e il convento di San Domenico sono la sede storica torinese dell'Ordine dei Frati Predicatori e dello Studium domenicano, collocati fin dal XIII secolo nel centro civico e commerciale della città, a pochi passi dalla sede comunale e dagli spazi del mercato. La risistemazione urbanistica degli accessi alla città-capitale barocca, progettata da Filippo Juvarra dal 1729, ha determinato il totale rifacimento delle navate orientali della chiesa, alla cui testata si colloca la settecentesca Cappella del Rosario (progetto Luigi Michele Barberis).
Il complesso di San Domenico resta tuttavia il più noto edificio religioso medievale torinese, grazie all'aspetto gotico ripristinato dai restauri dell'inizio del Novecento, diretti da Riccardo Brayda e Alfredo d'Andrade; al fondo della navata sinistra la Cappella dell'Annunciazione costituisce il nucleo dove architettura e pittura restituiscono in modo più completo l'ambiente trecentesco.

   
Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, Madonna del Rosario, 1637; olio su tela
San Domenico: Guercino, Madonna del Rosario La composizione del Guercino è complessa: una maestosa Madonna col Bambino in grembo è seduta sulle nubi e offre la corona del rosario a San Domenico mentre il piccolo Gesù ne porge una a Santa Caterina da Siena.
L'evento è reso gioioso dal volo di angeli e di cherubini; notevole è il gruppo dei cantori alle spalle della Vergine. Il popolo cristiano attende il dono per onorare la Madre di Dio sotto una arco che si apre su un cielo gravido di nubi scure.
La tela ha influenzato positivamente la pittura del Seicento piemontese.
   
Stefano Maria Clemente, Misteri del Rosario, 1766 ca.; legno dorato
La pala del Guercino è circondata da quindici tavolette in legno dorato dove, a bassorilievo, sono raffigurati i quindici misteri del Rosario.
La popolare preghiera mariana è per il fedele una meditazione sui momenti più significativi della vita di Gesù e della Vergine Maria e queste piccole opere la intensificano con una visualizzazione dei misteri contemplati: si sente più vicina la persona del Signore e della Madonna e si ricreano nell'animo i sentimenti che furono i loro durante quei momenti.
Alcuni degli eventi descritti (ad esempio la flagellazione, la crocifissione, la risurrezione) offrono al Clemente l'opportunità di rappresentare la corporeità del Signore con grande compiutezza anatomica, come se, attraverso questa, lo scultore intendesse adombrarne la perfezione della sua persona.
L'opera è uno splendido esempio dell'abilità dello scultore torinese ed è stata realizzata nella seconda metà del XVIII secolo.
   
Maestro di San Domenico, Annunciazione e Majestas Domini, 1350-1360; affresco
San Domenico: Maestro di San Domenico, Annunciazione e Majestas Domini
San Domenico: Maestro di San Domenico, Annunciazione e Majestas Domini, vista complessiva Nella cappella posta alla testata della navata sinistra della chiesa gotica (ora detta Cappella delle Grazie), l'anonimo pittore ha realizzato, ad affresco, uno dei capolavori della pittura del Trecento torinese. Un'intensa Annunciazione è in capo alla parete di fondo, nella lunetta sopra la finestra centrale; sotto la scena, i due apostoli Pietro e Paolo, affiancati sulle pareti laterali dagli apostoli.
Eleganza e capacità di creare uno spazio illusorio di grande efficacia sono le peculiarità immediatamente percepibili in questo ciclo di affreschi. Si deve tuttavia segnalare il consistente intervento di restauro e ridipintura condotto nel quadro dei restauri di inizio Novecento ad opera di Giovanni Vacchetta.
Elenco schede

© Associazione Guarino Guarini 2010