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Spirito Santo
Spirito Santo Le sorti della sede dell'Arciconfraternita dello Spirito Santo, costituita nel 1575, sono strettamente legate a quelle dell'adiacente chiesa del Corpus Domini.
La preesistente parrocchiale medievale di San Silvestro, presso cui la confraternita aveva il proprio oratorio, viene riplasmata nei primi anni del Seicento nel quadro della riorganizzazione dell'area attuata da Ascanio Vitozzi, in concomitanza con la costruzione della chiesa dedicata al miracolo eucaristico.
La sede della confraternita assume tuttavia la forma attuale solo con il progetto di Giovanni Battista Ferroggio nella seconda metà del Settecento.
Lo spazio sotto la cupola ellittica si espande nelle conche dei due altari laterali, destinati alle tele settecentesche di Mattia Franceschini con il Battesimo di Costantino (cappella sinistra) e la Vergine con santi (ora in sacrestia).

   
Stefano Maria Clemente, Gruppo dell'Addolorata, 1761; legno policromo
Spirito Santo: S.M. Clemente, Gruppo della Addolorata Sopra l'altare di sinistra, ove si trovava la tela settecentesca di Mattia Franceschini con la Vergine e i santi Antonio da Padova, Francesco d'Assisi e Francesco di Sales, nel 1842 fu collocata questa ampia composizione di Stefano Maria Clemente. Il complesso statuario ha tutta la struttura della macchina processionale, fatte per suscitare la pietà cristiana e sentimenti di conversione.
Il Crocifisso che eleva lo sguardo al cielo, la Madre in deliquio sostenuta da San Giovanni e la disperazione della Maddalena erano accorgimenti iconografici per comunicare al cristiano di quale grande amore ci ha amato il Padre.
La vivacità della composizione, tutta movimento, e il profondo sentimento che la pervade fanno di questo complesso un capolavoro del Clemente.
   
Mattia Franceschini, Sacra conversazione, 1745; olio su tela
Spirito Santo: M. Franceschini, Sacra Conversazione È conservata nella sacrestia della Confraternita, ma fino al 1842 era collocata sull'altare sinistro della chiesa, ora occupata dal complesso dell'Addolorata del Clemente. Una delicata Madonna con Bambino, mollemente adagiata su un trono di nuvole, è tutta intenta nell'osservare una pergamena srotolata da un angelo, al sua fianco e ai suoi piedi, sono presenti in atteggiamento implorante San Carlo Borromeo, San Francesco di Sales, San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova.
I due santi pastori sono rivestiti degli abiti tipici del loro rango: la porpora per San Carlo, talare e mozzetta azzurra con rocchetto per il Sales; il motto "Humilitas" per il primo e le insegne episcopali per il secondo sono portate da due angioletti. I due francescani sono rivestiti con il saio tipico del loro ordine. I gesti imploranti di tutti i Santi sono finalizzati ad ottenere per la confraternita (di cui, forse, si vede la chiesa abbozzata nello sprazzo di paesaggio sul bordo inferiore) la divina protezione. La diffusa luminosità parte dalla figura del piccolo Gesù e si espande alle nuvole, ai volti e alle vesti colorate che si arricchiscono di ombre e di toni squillanti.
L'opera del Franceschini, è da includere nel novero delle migliori del Settecento presenti in Torino; l'impasto dei colori, l'aura di affettuosità e di quasi trasognata grazia ne fanno un capolavoro.
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