Testata
San Lorenzo
San Lorenzo La chiesa fa parte del complesso palatino realizzato dai Savoia a Torino. La dedicazione ricorda il santo di cui si fa memoria il 10 agosto, giorno in cui il duca Emanuele Filiberto guidò l'esercito imperiale nella vittoriosa battaglia di San Quintino del 1557, che gli consentì di tornare in possesso del ducato e di istituirne la capitale a Torino.
L'attuale chiesa sostituisce una precedente cappella (Santa Maria del Presepio, il cui sedime corrispondeva all'attuale atrio), in cui venne ospitata temporaneamente la Sindone dopo il suo trasferimento a Torino nel 1578, in attesa della costruzione di una cappella specificamente a lei destinata.
La realizzazione dell'attuale chiesa di San Lorenzo fu promossa nel 1634 dall'ordine dei Teatini, per essere edificata tra il 1668 e il 1680 su progetto di un religioso loro confratello, il modenese Guarino Guarini, protagonista dell'architettura europea della seconda metà del Seicento. Nei medesimi anni Guarini completa la Cappella della Sindone, sede definitiva della reliquia, eretta tra il palazzo ducale e la cattedrale. Il progetto guarininano presenta la straordinaria soluzione strutturale e scenografica della luminosa cupola ad archi intrecciati, ma è caratterizzato anche dalla integrazione tra lo spazio per l'assemblea liturgica e gli altari laterali devozionali, oggetto nei due secoli successivi di continuo aggiornamento.

   
Giuseppe Maria Carlone, Annunciazione, 1670-1680; marmo bianco
Il gruppo scultoreo è collocato sopra l'altare alla sinistra dell'aula liturgica, in una nicchia non molto depressa e rivestita di marmi variegati. L'angelo è inginocchiato di fronte alla Vergine; forse la sua mano destra è stata privata del giglio. Maria, portandosi la mano destra al petto, esprime tutto il suo assenso a che si compia in lei quanto l'angelo le ha appena annunziato. I gesti delle figure sono naturali, l'immagine della Madonna è frontale, solo il capo si torce per rispondere all'angelo; le vesti sono mosse, ricche di un intenso effetto di chiaro scuro, sembra quasi che sia stata la folata provocata dalle ali dell'angelo a scomporre l'ampio vestito.
   
Paolo Dufour, Natività, 1677-1678; olio su tela
Il dipinto è opera del fratello del più famoso Lorenzo, attivo a palazzo Reale dal 1663. L'altare cui fa da pala, immediatamente a sinistra del presbiterio, è opera del luganese Antonio Bettino. Più che una natività la tela raffigura una Adorazione dei pastori: il piccolo Gesù è fatto segno di venerazione da parte di un gruppo di pastori che, da destra, invadono la scena. Il vispo bambinello è posto tra la madre e San Giuseppe che, da seduto, vigila che tutto si svolga senza fastidi. Il gesto di Maria che tiene alzati i due lembi del panno che copre il Bambino è desunto da un dipinto di Raffaello: la Madonna del Velo, attualmente conservata nel Museo di Chantilly. La metà superiore dell'opera è occupata da un gruppo di angeli che, tra le nubi, recano il cartiglio con la scritta Gloria e un turibolo per l'incenso, elemento questo - da sempre - utilizzato per onorare la Divinità.
   
Andrea Pozzo, Crocifissione, 1678-1679; olio su tela
San Lorenzo: fastigio della Veronica
San Lorenzo: paliotto con telo sindonico, Cappella del Crocifisso
San Lorenzo: Cappella del Crocifisso, vista complessiva La prima cappella a destra, a fianco dell'ingresso alla chiesa, è dedicata al Crocifisso, ma ogni elemento dell'altare, realizzato su disegno del Guarini, rimanda alla venerazione della reliquia più importante custodita dai Savoia: al di sopra della pala con la Crocifissione il fastigio è occupato da una Veronica che mostra il velo su cui Gesù impresse l'immagine del suo volto, mentre sul paliotto dell'altare è simulata un'ostensione dove il telo sindonico è presentato dagli angeli; al centro, sulla mensa d'altare, il tabernacolo con il calice e l'ostia, segno della presenza reale del corpo di Cristo immolato sulla croce, il cui mistero è attualizzato dalla pala.
San Lorenzo: Andrea Pozzo, Crocifissione Sull'altare campeggia una tela, attribuita al fratello gesuita trentino Andrea Pozzo, che rappresenta il momento culminate della crocifissione.
Le figure, illuminate da sciabolate di luce, campeggiano su un cielo tempestoso: Gesù sta per spirare e lancia il suo grido: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato.
Le tre figure ai piedi della croce, realizzate con colori stridenti, sembrano riecheggiare con i loro atteggiamenti e i visi contratti il medesimo senso di abbandono e di sconforto.
   
Giovanni Tamone, Compianto della Vergine su Cristo morto, 1870; legno monocromo
San Lorenzo: G. Tamone, Compianto della Vergine su Cristo morto Sul luogo un tempo occupato dalla chiesa di Santa Maria del Presepe venne dedicato questo sacello alla Vergine Addolorata, certamente a ricordo del fatto che nel 1578 in questo luogo fu deposta la Sindone, fatta trasferire a Torino da Chambery dal duca Emanuele Filiberto per abbreviare il faticoso viaggio a San Carlo Borromeo che la voleva venerare in adempimento del voto fatto per la liberazione di Milano dalla peste. Dal livello inferiore una doppia rampa di scale, denominata Scala Santa, sale verso l'altare, attribuito a Bernardo Antonio Vittone; nella nicchia è deposta una Pietà in legno dello scultore valsesiano Giovanni Tamone. Il Cristo morto, adagiato sulla nuda terra, e la Madre che trattiene a stento il suo dolore creano nel fedele che medita i misteri della passione un patos che lo introduce alla venerazione della Sindone.
Sulle pareti della cappella sono appesi alcuni quadroni che raffigurano scene della Passione, attribuiti al pittore fiorentino Pietro Antonio Palloni.
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