Testata
Museo Diocesano
Interno del Museo, nella chiesa inferiore del Duomo Il Duomo rinascimentale di Torino, realizzato a partire dal 1492 dal maestro toscano Amedeo da Settignano su committenza del cardinale Domenico della Rovere, è articolato su due chiese sovrapposte. Nella chiesa inferiore, restaurata nell'ultimo decennio, è ospitato il Museo Diocesano di Torino.
Le raccolte sono disposte in aree tematiche che illustrano sia la realtà sacramentale che liturgica e devozionale della chiesa cattolica. Dipinti, sculture, oreficerie tessili coprono un arco temporale che va dal XIII (con la Madonna di Pozzo Strada) al XX secolo (con gli arredi d'altare dello scultore Guido Lodigiani).
Tra gli arredi più significativi si può segnalare il dossale argenteo del Paroletto, oppure la serie di dipinti della galleria, tutti provenienti da chiese parrocchiali e confraternite della Diocesi.

       
Martino Spanzotti, Battesimo di Cristo, 1509-1510; tempera su tavola.
Museo Diocesano: Martino Spanzotti, Battesimo di Cristo La tavola era collocata sull'altare della Consorzia di San Giovanni Battista, nel Duomo Nuovo costruito per iniziativa del cardinale Domenico della Rovere negli ultimi anni del Quattrocento; la cappella fu smantellata per creare la scalinata d'accesso dalla cattedrale alla cappella della Sindone nella seconda metà del Seicento.
La pala d'altare raffigura il momento in cui il Battista versa l'acqua sul capo di un Gesù assorto in preghiera. La colomba, immagine dello Spirito Santo, fa la sua comparsa attestando la divina figliolanza del Maestro.
La scena è immersa in una natura lussureggiante e, nell'allestire l'evento, il pittore ha adottato particolari accorgimenti: le piccole onde attorno alle gambe di Giovanni e di Gesù danno il senso dell'acqua corrente; la flora sulle sponde del Giordano è ricca di erbe (fragoline e iris) di chiara valenza simbolica. Gli stessi angeli indossano vesti preziose e se da un lato rendono vivace e splendida la scena, per altro manifestano la propensione del maestro verso scelte ancora di gusto tardo gotico.
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